giovedì 11 marzo 2010

L'autogolpista


«Si è cercato di estrometterci»: chi?
«Si vuole impedire»: chi?
«La nostra correttezza»: quale?
«Duplice ingiustizia»: eh?
«Poi il Tribunale amministrativo ha completato l'opera»: un lodo anche per i Tar, accidenti!
«L'invito del Presidente della Repubblica»: Napolitano smentisca, please.
«La Sinistra che scende in piazza seminando menzogne, invidia e odio»: ci siamo.
«La Sinistra delle critiche a vuoto, delle chiacchiere e degli insulti, che sa solo dire dei no»: ecco.
«Le forze sane del Paese»: loro?
«Una scelta di campo»: lo slogan fossile.
«Una grande manifestazione nazionale per difendere la democrazia e la libertà»: c'è già, il 13 marzo, a Milano e a Roma. Venite tutti. E andate tutti a votare. Perché l'Italia si merita qualcosa d'altro.

(Liberamente tratto dal blog di Giuseppe Civati http://civati.splinder.com)

Pullman per la manifestazione del 13 marzo 2010

Prenotazioni al 338-2751463 - Informazioni su http://www.pdmonsummano.it

sabato 6 marzo 2010

Ma cos'è questa crisi?

Le parole di questa canzone (del 1938) mi par di averle risentite spesso negli ultimi tempi...

venerdì 5 marzo 2010

Invece di fotografarli, potevano farli firmare...


Mi domando: invece di perdere tempo a fare le fotografie a tutta sta gente, non potevano fargli firmare i moduli per la presentazione della lista?

mercoledì 3 marzo 2010

martedì 2 marzo 2010

Disorientamento associativo

Ad ogni elezione si inventano qualche cosa, pur di rifarsi il look: chissà quando gli elettori se ne accorgeranno. L'associazione "Il Circolo" di Dell'Utri (!), i Circoli della Libertà della Brambilla, i Circoli del Buon Governo, poi stavolta, in occasione delle regionali, i Club della Libertà composti dai Promotori della Libertà, una sorta di legionari della (Sua) Libertà. Sempre composte dalle solite persone, basta guardare le foto delle numerose inaugurazioni di questi circoli (che non si distinguono dai giovani che sostenevano il . Certo, qualcuno ha anche fatto "carriera" ottenendo qualche nomina in qualche ente regionale in quota centrodestra, ma questo è solo un effetto collaterale. Il problema è che, a forza di rinfreschi, si sono dimenticati di studiare su come raccogliere le firme per la presentazione delle liste (Lazio, Lombardia); non nella provincia di Pistoia, dove però pare che per raccogliere le firme siano stati utilizzati metodi non ortodossi (ma non dico oltre, perchè la notizia è tutta da verificare e mi guardo bene dal diffondere una cosa di cui non sono sicuro).

mercoledì 4 novembre 2009

Questa ronda non s'ha da fare.


ROMA -
Ronde, chi le ha viste? A circa tre mesi dal decreto Maroni che ha messo in regola "i volontari per la sicurezza", le richieste di iscrizione alle prefetture locali sono vicine allo zero. Per la precisione sono sei: tre nella provincia di Roma, una a Milano, un'altra a Treviso, l'ultima a Bolzano. Nel resto d'Italia, i rondisti restano invisibili. "Non ci risultano in effetti molte richieste dal territorio", conferma Giuseppe Forlani, presidente del sindacato dei prefetti, mentre i sindacati di polizia già festeggiano "il flop annunciato".

Il decreto Maroni, firmato l'8 agosto scorso, mira a regolamentare il fenomeno delle ronde fai da te, prevedendo appositi albi presso le prefetture e rigidi requisiti per gli aspiranti volontari. Come è andata? Se prima del decreto attuativo, una rapida fotografia del territorio nazionale censiva circa 70 ronde attive (17 solo in Lombardia, 10 in Veneto), a quasi tre mesi dall'entrata in vigore delle nuove regole sono soltanto sei le associazioni di "osservatori volontari per la sicurezza" che hanno chiesto il riconoscimento ufficiale a sindaco e prefetto.

In testa c'è Roma: secondo i dati della Commissione sicurezza urbana del comune capitolino sono infatti ben tre le domande giunte per l'iscrizione nell'albo delle ronde. Milano, città degli storici City Angels, si deve invece accontentare di una sola richiesta, quella dell'associazione poliziotti italiani: un gruppo di agenti in congedo che già da un anno presidia le periferie della città e, nelle ore serali, la metropolitana. Una domanda è arrivata a Treviso (dal comune di Oderzo), un'altra a Bolzano, da parte dei Rangers della città. E nel resto del Paese? Zero domande.

"È prematura ogni valutazione - sostiene Giuseppe Forlani, prefetto a La Spezia e presidente dell'Associazione sindacale dei funzionari prefettizi - ma va detto che per ora le richieste dal territorio sono vicine allo zero. Il decreto è nato per regolamentare un fenomeno in corso, tenendo saldo il principio che non ci può essere alcuna sovrapposizione con le funzioni della polizia di Stato". Forlani conferma che "neppure a La Spezia abbiamo ricevuto richieste di iscrizione negli albi della prefettura, ma c'è ancora tempo e sarà interessante vedere se il decreto riuscirà alla fine a intercettare il fenomeno". Insomma, il rischio è che molte ronde già attive non chiedano un riconoscimento ufficiale, ma continuino ad agire informalmente sul territorio.

I tecnici del Viminale invitano però a non trarre valutazioni definitive, perché "il regolamento sulle ronde prevede una fase transitoria di sei mesi, fino all'8 febbraio prossimo, che consente alle associazioni di volontariato già esistenti di continuare a svolgere le attività di sorveglianza senza necessità di iscrizione. L'effettivo contributo delle nuove associazioni quindi potrà essere calcolato e giudicato soltanto tra qualche mese".

Non solo. "Gli osservatori volontari - spiegano dal ministero dell'Interno - non potranno comunque svolgere la loro attività senza aver sostenuto un corso di formazione. Saranno poi i sindaci, ai quali le nuove norme riconoscono poteri di sicurezza urbana, a proporre al prefetto l'impiego delle associazioni che si saranno iscritte negli appositi elenchi".

"Assistiamo a un flop annunciato". I sindacati di polizia non hanno però dubbi e non nascondono la loro soddisfazione per il mancato assalto alle prefetture da parte delle aspiranti ronde. "È una buona notizia - sostiene Claudio Giardullo, segretario nazionale della Silp Cgil - ed è la dimostrazione che hanno funzionato i due divieti inseriti nel decreto: nessun finanziamento privato, né collegamento con formazioni politiche. Tentazioni, invece, che sono ben presenti tra gli aspiranti rondisti". "La Carta costituzionale - osserva Enzo Marco Letizia, segretario nazionale dell'associazione nazionale funzionari di polizia - rispecchia quello che è il sentimento più profondo degli italiani, ovvero che la sicurezza non può che essere affidata allo Stato".

(Da Repubblica.it)