martedì 8 maggio 2012

ASSAPORIAMO IL MONDO

Venerdì 18 maggio, alle 19,30 presso l'oratorio San Carlo, ci sarà una cena multietnica (con assaggi dai vari paesi del mondo) organizzata dall'Associazione Fontenova: Cultura e Solidarietà, dalla Caritas parrocchiale di Monsummano e dalla Parrocchia di Maria SS. della Fontenova, con il patrocinio del Comune di Monsummano Terme... Le prenotazioni vanno confermate entro il 14 maggio al numero che trovate sul volantino! I posti sono limitati, quindi affrettatevi!

Beni confiscati: Legge 109/96

Mi permetto di segnalare questo importante appuntamento, chi può partecipare non si lasci sfuggire l'occasione!

giovedì 18 agosto 2011

Solidarietà con nuove regole - Il Tirreno 17 agosto 2011

MONSUMMANO. Non è un semplice bando di solidarietà quello pubblicato dal comune e aperto a ricevere le domande di contributo da oggi (18 agosto) al 16 settembre prossimo. Perché se la finalità è intuibile, fronteggiare i rischi che derivano dalle nuove forme di povertà e vulnerabilità sociale, causate anche dalla perdurante crisi economica, sono i requisiti e le intenzioni che cambiano.
Se per bando sociale intendiamo un fondo da cui le famiglie bisognose (sotto dichiarazioni di reddito veritiere) attingono denari per alleviare la propria situazione, quello di Monsummano offre alcuni spunti in più. Per cominciare, come lo chiama l’assessore al sociale Luca Buccellato, «dall’impegno richiesto ai beneficiari. Quest’anno chiediamo conto alle famiglie di come spendono il nostro contributo». E non era mai successo, almeno dal 2009, il primo anno in cui la vecchia giunta Calvetti aveva proposto un simile provvedimento. «Grazie all’esperienza che abbiamo accumulato, ci siamo convinti di dover cambiare alcuni punti dei vecchi bandi», dice Buccellato. E allora al via un «piano di sostegno al reddito per cittadini e famiglie», un «progetto mirato alla soluzione, almeno parziale, di un problema economico». Tre le fasi: presentazione del reddito annuo lordo (o del Cud), non più, quindi, della dichiarazione Isee e formazione della graduatoria; colloquio individuale da tenere con i primi 20-25 in graduatoria e valutazione finale dopo il parere di una commissione comunale apposita integrata da alcuni assistenti sociali. Terminato l’iter, i beneficiari avranno il loro contributo, fino a 500 euro, della durata massima di tre mesi (le somme a disposizione sono pari a 30mila euro). Ne verrà fuori una sorta di contratto sociale capace di erogare misure di sostegno al reddito che vadano realmente ad aiutare i nuclei familiari in seria difficoltà economica. Una scure contro i furbetti che, contando nel comune come soggetto non troppo avvezzo a ricerche approfondite, si accaparravano contributi non proprio necessari al proprio sostentamento. E c’è dell’altro: i furbetti che si ripresenteranno, verranno subito segnalati all’Agenzia delle Entrate. Piccolo (e nuovo) deterrente all’evasione fiscale (e ai falsi bisogni). Così, una volta erogati i soldi, le famiglie avranno l’obbligo di rendicontare le spese sostenute, pena lo stralcio del contratto sociale e la fine dei contributi. Poi i parametri e i punti assegnati: la priorità a scuola (spese legate al conseguimento di titoli di studio), casa (morosità nel pagamento di almeno due rate del mutuo della prima casa) e lavoro (unico occupato della famiglia senza lavoro, e senza ammortizzatori sociali, dal 1º gennaio 2011). Un bando contro la crisi. (Articolo di Luca Signorini).

venerdì 15 aprile 2011

Due o tre cose sul delirio di Alberto Asor Rosa

Ho aspettato un attimo prima di anche solo commentare quel che Alberto Asor Rosa ha scritto sul Manifesto di tre giorni fa. Premetto che le conclusioni a cui giunge (una sorta di colpo di Stato guidato da Carabinieri e Polizia, chiusura delle Camere e governo di salute pubblica) è roba da far gelare il sangue nelle vene; però alcune riflessioni che fa nelle premesse mi sento di condividerle, anche perchè le vado dicendo da tempo.

Per quanto appaia poco credibile il paragone con il ventennio fascista (anche se è vero che ogni epoca ha il suo fascismo, e che ogni volta si ripresenta sotto diverse spoglie), concordo sul fatto che ci troviamo in "una crisi strutturale del sistema, uno snaturamento radicale delle regole in nome della cosiddetta «sovranità popolare», la fine della separazione dei poteri, la mortificazione di ogni forma di «pubblico» (scuola, giustizia, forze armate, forze dell'ordine, apparati dello stato, ecc.), e in ultima analisi la creazione di un nuovo sistema populistico-autoritario". Così come concordo sul fatto che "oggi in Italia (...) un gruppo affaristico-delinquenziale ha preso il potere e può contare su di una maggioranza parlamentare corrotta al punto che sarebbe disposta a votare che gli asini volano se il Capo glielo chiedesse. I mezzi del Capo sono in ogni caso di tali dimensioni da allargare ogni giorno l'area della corruzione, al centro come in periferia: l'anormalità della situazione è tale che rebus sic stantibus, i margini del consenso alla lobby affaristico-delinquenziale all'interno delle istituzioni parlamentari, invece di diminuire, come sarebbe lecito aspettarsi, aumentano".

Non è ovviamente concepibile (come invece propone Asor Rosa) pretendere di salvare la democrazia annullando le regole democratiche, ma si rende comunque necessario uno scatto di orgoglio da parte degli italiani, perchè la vera "rivoluzione" deve partire dal basso, attraverso la riscossa di un popolo che, anche se dopo quasi venti anni, ha finalmente compreso con chi ha a che fare. La deriva antidemocratica, altrimenti, ci travolgerà.

mercoledì 23 marzo 2011

Persecuzioni, imparare a difendersi - La Nazione 23 marzo 2011

LE PERSECUZIONI non riguardano solo le donne, come comunemente siamo portati a pensare. Ce ne sono altre, più discrete ma ugualmente considerabili come reati, che possono coinvolgere, tra le vittime, anche uomini, professionisti, parenti, vicini. Quello che da qualche anno dunque viene appellato come stalking un problema sempre più dilagante come lo dimostrano le 22 persone, di cui il 30% uomini, che negli ultimi 5 mesi in provincia secondo i dati forniti da fonti ufficiali, si sono rivolte a «Po.st.it», lo sportello antistalking attiva da tempo in provincia di Pistoia.
Per questo motivo l’associazione «365giornialfemminile» con il centro antiviolenza «Liberetutte», «Po.st.it», i Comuni di Monsummano e di Pistoia, con questura e Provincia hanno organizzato il corso «Donne in sicurezza», un percorso di formazione sul fenomeno dello stalking e della violenza in genere da un punto di vista normativo, psicologico, di prevenzione e autodifesa personale.
Il corso, già avviato a Pistoia, partirà il primo aprile anche a Monsummano ed è gratuito benchè a numero chiuso.
Soddisfatto il sindaco Rinaldo Vanni per l’iniziativa che sarà accolta in città e anche Giovanna Sottosanti del centro antiviolenza che dal 2004 cura e protegge donne e bambini dalle persecuzioni domestiche e non.
«Grazie al centro e alla grande sensibilità del comune di Monsummano e della Questura – ha detto l’assessore provinciale alle pari opportunità Chiara Innocenti – finalmente si comincia a lavorare come un territorio unico provinciale sulle differenza tra violenze di genere e stalking».
Anche il vicequestore aggiunto Maurizio Stefanizzi ha espresso la soddisfazione per l’iniziativa che, in qualche modo, aiuta anche la polizia a poter trattare diversamente il reato, nel senso di un intervento immediato o preventivo e non solo repressivo.
«Questa è una grande opportunità – ha detto – per imparare a riconoscere il rischio prima di dover intervenire. Anche perché i casi sono moltissimi e i più diversi. Basti pensare al caso di due avvocati che si erano macchiati di questo reato prima di rendersi conto di quello che stavano facendo o ai molti cacciatori che non sono a conoscenza del fatto che le minacce, le molestie o le persecuzioni comportano innanzitutto la revoca del porto d’armi».

[Arianna Fisicaro]

martedì 22 marzo 2011

Chiaro, no?

Napolitano dice che non siamo in guerra, La Russa dice che i nostri caccia (4 di numero) hanno l'obiettivo di colpire i radar libici, Berlusconi dice che i nostri aerei non hanno sparato e non spareranno, ed anche che gli dispiace per Gheddafi. La Francia intanto gioca a Space Invaders, mentre tutti vogliono comandare ma intanto le operazioni non le coordina nessuno. E io non ci capisco più nulla.

martedì 8 febbraio 2011

O la borsa o la dieta.

Dai quotidiani emerge ancora una volta la solita (brutta) storia del sindaco leghista che toglie il servizio mensa ad una bambino figlio di extracomunitari. Conoscendo come funzionano queste cose, credo che la vicenda necessiti di qualche valutazione più profonda rispetto al clamore che può destare la notizia in sè, che comunque è e resta molto triste.

Non sono riuscito a reperire in rete il regolamento della mensa scolastica del Comune di Fossalta di Piave (solo un caso?), ma nel regolamento che abbiamo a Monsummano non è previsto che venga sospeso immediatamente il servizio agli utenti che si trovino in situazione di morosità nei confronti dell'amministrazione: doverosamente è previsto che non sia possibile l'iscrizione al servizio di quegli utenti che non siano in regola con i pagamenti degli anni scolastici precedenti, ma è inconcepibile da noi che da un giorno all'altro un bambino possa vedersi negato il pasto. Così come doverosamente abbiamo dato l'incarico ad una ditta esterna di procedere al recupero delle somme dovute e non versate all'amministrazione relativamente ai servizi educativi (asilo nido, mensa e trasporto scolastico).

Ma, ribadisco, mai e poi mai ci sogneremmo di togliere da un giorno all'altro il pasto ad un bambino.

La difesa del Sindaco di Fossalta di Piave invece, che ha pubblicato sul sito del comune una fitta lettera per motivare la sua decisione, appare assai debole. E' vero che la mossa delle maestre dell'asilo "Il Flauto Magico" di rinunciare al proprio buono pasto per permettere al bambino di rimanere a mensa è stata sufficientemente impropria e dunque illegittima, seppur pregna di necessaria umanità: ma la decisione di togliere il pasto al bambino stesso è puramente politica. E poteva magari anche risparmiarsi le scontate giustificazioni sulla sua arcinota (?) estraneità ad atteggiamenti di stampo razzista, quando una riga sotto si sente in dovere di precisare che le risorse economiche destinate agli aiuti alle famiglie bisognose vanno per il 90% agli extracomunitari. Ed altrettanto non c'azzecca nulla il panegirico sul federalismo, tanto caro al suo partito, con il quale si cerca di "portare fuori dalle secche" il nostro Paese.

In conclusione, non serve (come un po' fa l'articolo che appare su "Il Fatto quotidiano") solleticare il sentimento di humana pietas per contestare non tanto quel che hanno fatto le maestre (che, formalmente, non potevano fare) ma soprattutto per giudicare l'atteggiamento del sindaco, che si commenta da solo e che ogni persona dotata di un minimo di buon senso può valutare. Dose minima di buon senso che evidentemente manca al Sindaco di Fossalta di Piave.